"Nei momenti di silenzio e meditazione, in luoghi non comuni
alla mondanità, il mio cuore vive e rivive gli istanti di vita...
L' anima detta e la mano scrive... Il mio corpo non c'è,
vaga laggiù, solitario sulla Terra... Nell'anima, pensieri e poesie,
espressione di percezioni, momenti in cui si raggruppano attimi,
nel grande campo della vita, a volte arido e a volte rigoglioso di
sentimenti veri e persi, di dolori folgoranti e di gioie immense..."
Stefano Tocchio
Vivere dividere condividere
"" Vivere, dividere, condividere, gli spazi della giornata insieme a voi,
vivere, dividere, condividere, gli attimi della giornata in cui
il pensiero per un istante cerca i vostri nomi e poi torna nella quotidianità,
vivere, dividere, condividere in eterno con voi sarebbe un sogno ma la realtà è diversa,
viviamo questi attimi di vita, a volte sereni o tempestosi a volte con gioia o con tristezza,
ma viviamoli in amore, sorelle mie."
“Quando ti sentirai sola guarda il cielo,
le nuvole e le stelle ti faranno compagnia,
in quell’istante qualcuno le starà guardando insieme a te.”
" Esistono nell’universo mille fiori colorati e una strada sublime che li attraversa; fiori di stelle,
e la lattiginosa Via Lattea..
Meteore come farfalle celesti, vagano in quei fiori di stelle nel cielo,
poi fuggono via,
la mia anima e le vie infinite del cielo si illuminano per un istante,
la pace ritorna e ammiro il movimento degli astri, uno dopo l’altro escono e vanno…
una giostra continua che dura da sempre,
la mia anima è serena nell’oscurità della notte e tutto intorno a me tace.”
ma quanto è brutta quella foto rispetto a quelle che faccio ora…
No, non ti tolgo, stai tranquilla,
sei tu la foto,
sei tu quella foto che non mi fa perdere la via,
sei tu quella foto che mi rammenta da dove sono partito,
sei tu quella foto che mi racconta lo spirito che allora avevo,
sei tu quella foto che mi insegna umiltà e semplicità eterna,
no, non ti tolgo e quando ti guardo ricordo.”
“ Mi soffermo e ti guardo,
tu che non sei mai una volta uguale,
a volte nera che dopo piangi,
a volte rossa che ti vergogni… in un istante ti dissolvi… e scappi via;
ma poi ritorni prendendo forma,
e ti trasformi in una tigre
e poi in gatto,
in mille forme diverse ma mai uguali;
e io ti guardo ancora un po’,
come è bello nuvola, vedere in te la mia libertà.”
“ Nella strada della vita,
un giorno ho avuto modo di incontrarti,
molte cose mi hai insegnato, anche se non te ne sei accorto.
Ho visto in te un rispetto verso il prossimo,
che non era un rispetto semplice,
tanto per che lo si deve fare,
ma c’era amore. Ecco si… un rispetto con amore.
Ho visto in te amicizia;
che non era un’ amicizia semplice,
ma c’era amore. Ecco si… un’amicizia con amore.
Ho visto in te la cordialità, la sincerità, l’onestà,
che non erano la semplice cordialità sincerità e onestà,
ma andava oltre;
e poi che bello quell’amore tra un padre ed un figlio
fatto di sguardi, di carezze e di parole sussurrate dolcemente,
vi rendeva così trasparenti che vedevo le vostre anime toccarsi… e mi incantavano
facendo volare i miei pensieri.
Quante cose mi hai insegnato e non te ne sei accorto Salvatore,
forse perché erano spontanee e semplici come te.
Per una strada verde ti sei incamminato,
una strada dove cielo e terra si uniscono
e vai verso le stelle…
Salvatore… Salvatore… voltati! Non scappare,
una cosa mi devi ancora spiegare,
come hai fatto in così poco tempo
a lasciare nel mio cuore un segno eterno.”
Piuttosto dimmi quello che non so di essere.”
Il bivio
pensieri nel silenzio,
anima indecisa,
mente nebbiosa.
Voglia di cambiare sentimenti senza senso,
ma amore tenero ed espressioni innocenti di un figlio scorrono dentro,
nella parte più profonda del sentimento mio debole;
Mi fermano, mi prendono la mano,
la gola si stringe.
L’ansia è la paura di fuggire via, di cambiare, di soffrire.
Eccomi… sono al bivio dolente che mi farà rinunciare
in ogni caso ad un amore… il mio più grande amore.”
L’istante
nel magico istante in cui i nostri sensi uniti prenderanno voce,
ti stringerò le mani
e le mie labbra sulle tue
in un unico corpo che parla tacendo.”
" Anno dopo anno, scorre la vita e il mio essere.
L’autunno… i giorni cadono come foglie gialle,
spente dal Sole ormai morente.
Passano i giorni della vita,
trascorre il tempo dietro me
e le foglie d’autunno nel viale alberato,
scricchiolano sotto quel calpestio
a volte disumano a volte meno…
Il vento soffiando allontana i pensieri trascorsi,
la piccola candela del passato emana una luce fioca,
dentro di essa gioie, dolori e istanti di vita,
quella del futuro non la vedo,
i colori della luce del presente non li distinguo.
Vago nel tempo come spirito indiano,
assaporando, forse, questi istanti di vita.
Cosa rimarrà domani del mio essere?
Cosa lascerò di me?
Ma perché devo lasciare e a chi devo lasciare!
Nella luce del passato chi ha lasciato a me?
Qualcuno forse è penetrato nel mio essere?
E intanto vivo giorno dopo giorno,
lasciando trascorrere il tempo."
Come una cometa
" Attesa, trepida attesa;
ti osservo mentre ti avvicini, raro corpo celeste del desiderio.
Eccoti, sfavillante con la tua luminosa chioma.
Sei al perielio del mio sguardo e,
nell’istante mi fai sussultare, rabbrividire, tremare.
Ma poi…?
Poi te ne vai lasciando negli occhi miei il vago e
tenue corpo lattiginoso.
Il rammarico di non rivederti più
oscura il desiderio di respirare la
vita insieme a te.
Sei Irraggiungibile!
Per un istante ti prendo ti stringo, sento la tua voce.
E’ un’illusione… il miraggio inganna il mio sguardo.
Tra i raggi del sole ti dissolvi e poi scompari …
come una cometa."
Sopravvivere
" Sopravvivo a questo amore per te;
speranza di incontrarti, di vederti, di toccarti.
Nei miei occhi guardo allo specchio il mio sguardo che attende quei
minuti, quegli istanti quegli attimi, che volano via come il vento quando spazza una foglia
sulla strada di un viale in autunno…
La pupilla mi guarda nello specchio delle illusioni,
non la vedo perché dentro vedo il sogno di te,
per mano con il vento d’autunno che pettina i tuoi capelli,
ti passano sugli occhi,
il tuo sguardo, la tua mano che prende la mia stringendo le dita; guardano i miei occhi.
Mi sveglio! Mi guardo, dove sei!
Quale foglia sei tra le tante che cerco dentro l’anima ricoperta dalle foglie d’autunno?
Aspetto il momento che arriva contando i secondi del giorno, della notte,
contando le stelle le briciole sul tavolo spoglio della casa del dolore.
La notte pensando, sognando un rifugio d’amore per te, i respiri,
i sospiri, il cuore che batte che stringe la gola, il corpo si accende,
le mani sulla testa, sul collo, sulla schiena tra le lenzuola;
No! Il vento ancora… trascina la foglia che rotola
sull’asfalto di un freddo autunno accartocciando i sogni di te."
Strapiombo
" Vago solitario sulla strada del dolore,
nulla ha senso, neanche un senso ha senso ora!
In me i ricordo di qui momenti in cui i nostri corpi ridevano, scherzavano,
giocavano sorridendo, si amavano.
Quel tramonto insieme con il vento tra i capelli quasi lo tocco… e poi gli incontri, le tensioni,
gli amori fugaci ma intensi… io e te.
Apro la mia mano e dentro rivedo il tuo volto…chissà cosa starai facendo ora?
Chissà cosa starai pensando ora!!! Cosa vive in te di me!?
Torno a casa… tutto è freddo, tutto è vuoto… tutto è duro senza te!
Cerco sentimenti che non ho per sopravvivere…
ma stasera come tante altre sere il piatto è vuoto e freddo…
Mai stato così freddo da quando non ci sei…!
Vago solitario sulla strada del dolore,
mi volto e dietro di te il tuo volto…
Che hai fatto? Dov’è la tua dolcezza?
Cosa? NO! Sei fredda anche tu?
Perché? Forse ti ho dato troppo amore?
… E TU, io che credevo in te, anche tu mi hai servito un piatto freddo…
Con due parole hai liquidato tutti i sogni… “Scusami di tutto”;
Troppo poco per un amore grande come io lo vedevo…
Troppe poche parole per cancellare ciò che è scritto in me…
Vago solitario sulla strada di questo mio dolore,
l’aria che incontro taglia il mio viso a metà e nella mia anima
un freddo vento soffia su una ferita sanguinante..."
Ricordi
Tra campi di grano raccolto e pannocchie di mais quasi pronte,
rivivono dentro di me voci e lontani ricordi.
La strada che porta al casello del treno
mi fa sentire un brivido forte, una scossa tremenda!
Una lacrima scende dentro di me per ricordi di anni trascorsi;
ricordi soavi, sereni, piacenti...
le voci di amici, la polvere alzata, gli spini e le more,
le strade sterrate, l'odore dei campi, ricordo...
Ricordo, ricordo, ricordo...
Che allegri quei tempi passati;
i giochi eran semplici... le risa di più.
O cari amici, ormai dove siete?
Qualcuno di voi non c'è più e ride lassù.
Mi ride, mi guarda e ricorda
quei tempi lontani passati.
Che tempi passati, che tempi lontani,
quei tempi ... non tornano più!
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